di Sarah Kane con Noemi Pirone regia Ferdinando Smaldone aiutoregia Francesca Caprio
Un’apologia della depressione, un’accusa al sentimento un’ investigazione dell’intricato avvilupparsi dei tormenti a ritmo dell’alternanza tra esserci e non esserci.
Un ultimo grido che si appella solamente alla lucidità del sensibile. In “Psicosi delle 4 e 48” si conoscono in questo modo gli eventi e i pensieri più profondi e oscuri della protagonista. L’inadattabilità è inevitabile in un mondo fatto di luce, certezze e difese, specialmente se il desiderio di integrarsi viene da chi non nasconde i propri demoni e parla al cuore dei demoni altrui.
Una forte alienazione che si risolve nel dolore di non essere corrisposto né amato, di essere un peso lasciato indietro e dimenticato, invisibile, inutile. Un flusso di pensieri conduce a spirale sempre più nelle viscere della depressione, in un vortice che sembra non avere mai fine, se non quella delle 4.48.